La stessa "unicità" la ricerchiamo nei luoghi dove
servire il nostro spettacolo.
Da qui la necessità di trovare atmosfere e suggestioni sia nell'ambientazione
delle sale che nell'attenzione per la civiltà del mangiare.
Ci siamo resi conto che La Scena è servita è uno spettacolo
che si adatta quasi naturalmente al ristoranteatro che lo ospita, e
che spesso se ne nutre, ingerendo le suggestioni dei luoghi e delle
pietanze, diventando così ogni volta qualcosa di diverso.
Esistono dunque infinite varianti de La Scena è servita, mantenendo
la costante che tutte le scene, si svolgano a tavola, piuttosto che
dietro i fornelli o davanti alla dispensa.
Gli attori cucinano in scena, mangiano in scena, servono ai tavoli,
o più semplicemente vivono tra i tavoli le loro vicende mentre
gli spettatori gustano le ricette-storie proposte.
L'effetto è quello di una compenetrazione tra le scene e ciò
che avviene ai tavoli, che accompagna gli spettatori-commensali nelle
emozioni di una storia vissuta dal di dentro, come guardandola non visti
da una finestra o essendone comparse che hanno come unica battuta quella
della forchetta.