Non ti aspettar certezze



Nello scrivere lo spettacolo abbiamo cercato di portare lo spettatore-commensale dentro una storia che potesse dargli la sensazione di assistere, non visto, alle vicende di una casa padronale d'inizio secolo, godendo da ospite invisibile all'alternanza di situazioni brillanti e divertenti che una commedia scritta sugli equivoci e le false apparenze può produrre. Lo spettatore vedrà Don Ettore, uno scapolo e ricco possidente, affaccendato a corteggiare in tutti i modi una servetta, Lisetta, fino a decidere di comprare la tenuta e con essa la casa dove lei è a servizio. Incorrendo in questo modo nei fraintendimenti della giovane padrona di casa, Donna Carlotta, che essendo rimasta vedova si illude che la frequentazione della tenuta da parte di Don Ettore, nasconda il suo intendimento di sposarla. Lisetta dal canto suo, attraente e scorbutica qual è, maltratta il corteggiatore e complotta con Tiziano, il servo che si occupa degli affari della tenuta, affinché la vendita non abbia luogo. Tra i tavoli si consumeranno gli eventi della storia fino ad approdare a un lieto fine, e ad accompagnare il pubblico ad un brindisi che lo renderà comparsa inaspettata dello spettacolo-cena al quale avrà appena assistito L'alternarsi in scena di fatti e vicende che portano avanti la storia tra i tavoli del ristorante, permette comunque sempre la funzionalità del servizio, coprendo l'arco di tempo che la cena stessa richiede

    

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