EFISIO D'ELIA



Il Progetto

Il 3 maggio del 1952, nel teatro romano di Nora, per iniziativa dell'ESIT e per l'interpretazione del complesso del Piccolo Teatro di Roma, è andata in scena per la prima volta l'Opera di Marcello Serra: Efisio D'Elia, Mistero Drammatico in sette Azioni, con Tino Carraro, Evi Maltagliati, Camillo Pilotto, Marcello Giorda, Manlio Busoni e un giovanissimo Enrico Maria Salerno. La regia era di Nino Meloni, le musiche originali di Ennio Porrino, le scene di Enzo Loy.
Lo spettacolo fu un evento grandioso e denso di significato per un'area come quella cagliaritana provata dalle devastazioni belliche. Circa quattromila persone, giunte con camion, corriere e auto prese a nolo, assistettero all'evento sul promontorio di Nora.
Oggi, Davide Serra, figlio dello scomparso autore, nel suo raccogliere e ordinare l'intera opera paterna, a cinquanta anni di distanza ha voluto proporre alla Dottoressa Elisabetta Randaccio il progetto di una nuova messa in scena del Mistero Drammatico. Il Teatro del Sale, chiamato allo studio del progetto, ha accolto con piacere il compito di lavorare ad una nuova messa in scena con l'adattamento ai testi operato insieme alla Randaccio. Da circa due mesi quindi la nostra compagnia sta lavorando ad un nuovo allestimento, la data della prima nazionale dovrebbe essere fissata per il novembre 2002. Il Teatro del Sale oltre alla messa in scena, sta curando la regia e tutta l'organizzazione.
Tra il 15 e il 20 agosto 2002, il Teatro del Sale ha partecipato al Festival Euromediterranéen d'art Dramatique de Mostaganem in Algeria. La nostra è la prima compagnia sarda a sbarcare nel paese nord africano e l'unica italiana a partecipare a quella che è quest'anno la trentacinquesima edizione di un Festival che da circa due anni ha notevole importanza internazionale, grazie al legame con L'Istituto Internazionale del Teatro Mediterraneo (IITM).
Naturalmente Il Teatro del Sale ha creduto utile rappresentare, in questa occasione, una anteprima del progetto Efisio D'Elia. Così in Algeria è andato in scena un primo lavoro studiato per tre attori: Aurora Simeone, Stefano Ledda e Corrado Licheri. Il Festival si presenta come una importante vetrina internazionale e crediamo che l'opera di Marcello Serra meriti ancora, a distanza di mezzo secolo, i dovuti riconoscimenti. L'Opera nel nostro adattamento Tre attori, una scena sobria, priva di orpelli scenografici, essenziale, funzionale. Così viaggia il nostro Efisio D'Elia, giovane patrizio romano educato alla guerra da Alessandra, una madre provata dalla morte in croce del marito, le cui sorti sono state celate al figlio, decisa a vendicare l'onta della croce sulla sua nobile famiglia patrizia, ora in disgrazia. Efisio cresce forte anche grazie al tutore Publio, da sempre servitore della famiglia e antico amico del padre, che più tardi si svelerà cristiano, invocando il martirio e aprendo il cuore del giovane Efisio. Giunge ad Elia Diocleziano e Alessandra vede rifiorire il suo onore quando il figliolo viene fatto tribuno di Roma con tutti gli onori. La vendetta sembra consumata. Efisio è pronto a farsi guerriero di Roma e schiacciare la mala erba cristiana, gramigna dell'Impero. Prima di partire per terre lontane Efisio vuole sapere chi fosse il padre e come morì, la madre gli cela la verità ma Publio, drammaticamente, svela ad Efisio la vera ragione della morte del genitore. Per il giovane soldato è un duro colpo, parte e vuole con se il suo saggio tutore, perché possa continuare ad essere sua guida in questa impresa. Per Efiso arrivano le prime azioni militari ma queste si rivelano come una semplice caccia ai cristiani che senza opporre resistenza accettano il martirio e la croce. Efiso, che sognava i campi di battaglia e l'onore delle armi rifiuta di diventare beccaio di cristiani, strane creature che invocano dio ridendo mentre vanno al supplizio. Publio a questo punto svela la sua fede, abbandona Efisio e invoca la stessa pena dei suoi fratelli cristiani. Efiso, sconvolto dovrà farlo giustiziare. Comincia così il drammatico atto della conversione: Efisio invoca Giove perché lo aiuti a capire, non giunge risposta al perché dei quelle azioni così disumane verso i docili cristiani. Efisio si rivolge allora al Dio di suo padre, ne abbraccia la fede e implora di contemplarne la gloria con il martirio. Il giovane Tribuno parte per l'Isola dei Sardi, scrive alla madre chiedendone la conversione e svelando la sua nuova fede. Alessandra, sconvolta da un secondo atto ingiurioso, maledice il figlio e lo denuncia allo stesso Diocleziano che lo fece tribuno. Efisio giunge a Nora, qui aiuta i Sardi a vincere i Saraceni, poi , con la sua armata oramai convertita, sui monti incontra Norace e la sua gente, ostile fin' ora all'aquila di Roma. Efisio "conquista" i popoli sardi con la croce di cristo, invocando pace e nuova vita. Diocleziano , giunto in Sardegna per sedare la rivolta cristiana, da udienza a vari testimoni, domandandosi come possa un giovane tribuno, arrivare dove non sono mai arrivare le sue armate. Teme la popolarità di Efisio e pur avendolo fatto arrestare teme che con la su morte la croce cristiana fiorirà più forte. Diocleziano offre ad Efiso un compromesso che lo porti a rifiutare la croce e convincere i suoi seguaci. Efiso rifiuta e nonostante le torture vince ogni dolore invocando Dio. Il popolo grida al prodigio e segue il giovane fino al martirio nell'antica Nora. Qui Efisio prega per le sorti dei suoi fratelli Sardi e prevede la fine della Nora romana e la nascita del fiore là gettato, la sua chiesa e la cristianità su quelle terre ora buie.

    

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